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Limoni

Abc book
Mar 27, 2017

Una delle immagini più belle associate ai limoni è quella inventata da Charles Schultz che nelle sue strisce dei Peanuts alternava i chioschi della limonata a quelli in cui cui la bisbetica Lucy dispensava consigli sulla vita: sia la bevanda dissetante che le perle di saggezza dell’amica di Charlie Brown costavano invariabilmente 5 cents. Schultz riprendeva nei fumetti un fenomeno tipico dell’America degli anni ‘50, ossia i lemonade stands, i chioschi gestiti dai bambini dove veniva venduta la limonata fatta in casa. Un perfetto esempio dello spirito imprenditoriale che scorre nelle vene degli statunitensi e una vera icona della infanzia made in U.S.A.

A proposito di iconicità, il limone in questo campo non è secondo a nessuno: è un ingrediente onnipresente in cucina, un frutto antico che è stato ospite di tutte le tavole reali, un simbolo pop, un potente antibatterico e l’emblema dell’acidità per antonomasia. Albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rutaceae, proveniente probabilmente dalla Cina, la sua nascita risale presumibilmente dall’ibridazione antica di cedro e pomelo. Si diffonde poi in Medio Oriente e comincia ad essere coltivato in Italia dopo il X secolo, dove decora i fastosi giardini della Sicilia.

Simbolo della caducità nel tempo se ritratto accanto alla propria buccia arrotolata, diventa ben presto uno dei soggetti prediletti della pittura di genere: secondo la fonte del National Geographic, nel 28% dei dipinti dell’Illuminismo sono raffigurati dei limoni. Le nature morte che vanno dal Manierismo al ‘900 sono un florilegio di limoni e il frutto è fonte di continua ispirazione per la squisitezza del suo cromatismo solare. Nell’iconografia sacra inoltre il limone è simbolo del Paradiso Terrestre, per la caratteristica fioritura a ciclo continuo e la compresenza di fiori e frutti.

Nel ‘700 viene utilizzato come rimedio contro lo scorbuto, grazie alle sue riserve di vitamina C, mentre l’olio essenziale trova largo impiego nell’industria alimentare e in quella farmaceutica: le sue proprietà antisettiche e antibatteriche sono note sin dall’antichità. Il limone è inoltre amatissimo dal Re Sole, ossia Luigi XIV, che fa costruire una meravigliosa orangerie nel giardini di Versailles per avere a disposizione gli agrumi in qualsiasi momento lo desideri. L’agrume era diffuso in Francia e aveva fatto il suo ingresso nella cucina italiana nobiliare verso la fine del Medioevo, passando prima per l’aristocrazia del Sud Italia per poi giungere al nord e diventare un vero status symbol. Ancora oggi la cucina meridionale conserva tracce di questo profumato frutto portato dagli Arabi: il limone viene largamente utilizzato per bilanciare i grassi del pesce con la propria naturale asprezza, come frutto da candire, per la sua buccia aromatica e per il succo prezioso, come bevanda dissetante o condimento – senza dimenticare il Limoncello, liquore campano per eccellenza.

Detestato dai bambini che inesorabilmente storcono la bocca al loro primo assaggio, si può dire che il limone possieda un gusto adulto: senza zucchero, ferisce per la propria asprezza e solo con il tempo il palato impara ad apprezzarne la freschezza caratteristica. Curiosamente, andando a spulciare nel dizionario si trova l’indicazione di “aspro” come “dal sapore acre” ma anche “ruvido, selvaggio, duro”. Insomma, il limone come una metafora agroalimentare del passaggio all’età adulta, con tutte le asperità che questo comporta.