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Il segreto degli smalti

Trend
febbraio 13, 2017

Tra le peculiarità che contraddistinguono i prodotti Gaggenau, vi è la scelta di materiali esclusivi, che si uniscono ad una maniacale attenzione per i dettagli. Guardando da vicino i forni del brand, si scopre che le pareti interne sono rivestite di un magnifico blu notte, firma inconfondibile del marchio.

Osservando e toccando la superficie perfetta, il pensiero va immediatamente a lambire memorie di oggetti d’arte custoditi nei musei, reperti delle collezioni carolingie e creazioni di design contemporaneo, testimoni di una lunga vicenda artigianale, già praticata dagli egizi ed evoluta sino alle sofisticate formule di oggi.

La storia dello smalto – e in generale del colore – va di pari passo con la storia della chimica: un viaggio affascinante che unisce indissolubilmente arte e scienza, tra scoperte casuali e esperimenti in laboratorio, alchimia e rotte commerciali transoceaniche sulle quali viaggiavano le materie prime e i pigmenti che permisero di creare squisiti manufatti decorati, mosaici ed oggetti devozionali.

Imparentato con il vetro per composizione chimica, lo smalto impermeabilizza, decora, impreziosisce superfici metalliche, metalli nobili e ceramiche. Impiegati sin dall’antichità remota, gli smalti hanno visto una larga diffusione nella cultura gotica, con tecniche via via affinate nel corso dei secoli. Champlevé, repoussé, basse-taille, cloisonné – tutti procedimenti complessi e frutto di una straordinaria maestria, che hanno dato vita a pezzi unici – sono stati affiancati nel ‘900 da smaltature industriali, processi destinati a prodotti di serie come insegne, biciclette, elettrodomestici, carrozzerie automobilistiche e un’infinità di oggetti d’uso quotidiano.

Lo smalto perciò ha avuto una funzione decorativa ma anche pratica, laddove viene impiegato per le sue qualità di rivestimento protettivo. Oltre alla ceramica viene spesso utilizzato con metalli nobili come l’oro e l’argento, oppure su superfici di bronzo, ghisa, ferro, onde evitare l’aggressione di agenti acidi e ruggine e, non ultimo, per impermeabilizzare.

Il blu dello smalto Gaggenau racchiude in sé un tesoro e un segreto: da una parte, ci conduce per mano attraverso la storia dell’arte e della chimica – discipline insospettabilmente amiche – e dall’altra testimonia una fede nella bellezza gelosamente custodita, una sorta di sigillo posto su ogni pezzo. Forti dell’esperienza acquisita proprio con la produzione di cartelli pubblicitari – svolta in passato – il brand ha creato uno smalto ottenuto con una miscela di ossidi, vetro e additivi seguendo una formula segreta, che possiede molteplici pregi: oltre a rendere splendido l’interno dei forni, ne permette la pulitura automatica attraverso il processo della “pirolisi. Questo particolare processo si attiva ad alte temperature ed è completamente autogestito dal forno, che superando i 500° trasforma, tramite un iter di ossidazione, gli elementi organici presenti nel vano cottura. I residui vengono polverizzati e ridotti allo stato gassoso, permettendo una pulizia totale del forno, mentre i gas vengono espulsi tramite un filtro catalizzatore.

Non solo design ed estetica, dunque, a contraddistinguere un marchio di eccellenza tedesca giunto al suo 333° anniversario, ma anche funzionalità e innovazione. Prodotti pratici e di design che sanno coniugare tecniche del passato a ciò che solo poco tempo fa avrebbe avuto del fantascientifico – la rivoluzione in cucina, in questo caso, parte dagli smalti.