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Sempering

Event
Lug 8, 2016

Chi non si è soffermato almeno una volta a osservare l’intreccio di un cesto di vimini, colpito dalla bellezza e da una struttura che esprime in maniera perfetta la propria funzionalità?

Processo e forma possono essere indissolubilmente uniti e la mostra “Sempering” raccoglie e ordina numerose testimonianze di molte altre cose curiose, in un percorso denso e pieno di scoperte.

Forse non molti avranno sentito pronunciare la parola “sempering”, neologismo che dà il nome alla ricca esposizione curata da Cino Zucchi e Luisa Collina, architetti e intellettuali di instancabile curiosità.

Una parola-seme che racchiude in sé molte idee e che ha permesso ai curatori di prendere le complesse teorie ottocentesche della tettonica di Gottfried Semper – a loro volta ispirate alla scienza naturale – e applicarle all’architettura contemporanea.

Un concetto di primo acchito non semplice ma che appare in tutta la sua immediatezza appena si varca la soglia della sala del Mudec.
Qui, una serie di processi che costituiscono la storia dell’ “homo faber” sfilano davanti agli occhi degli spettatori, organizzati come in un ideale archivio: modellare, incidere, intrecciare, soffiare, connettere elementi sono alcune tra le azioni che rimandano a un passato ancestrale, alle origini del fare.

Otto categorie, otto pratiche che connettono tutti gli esseri umani, risiedono nel nostro DNA di costruttori e civilizzatori e saldando idealmente il rapporto tra architettura e artigianato.

Partendo da questo sottostrato comune è interessante scoprire come il design e l’architettura dell’ultimo decennio siano tornati a riflettere su concetti basilari come la lavorazione e la trasformazione dei materiali, riscoprendo il valore di azioni antiche e illuminando il presente.

Se le radici delle pratiche affondano in un passato remoto, la progettualità e le capacità di intervento sui materiali sono tutte innovative e i risultati sono affascinanti perché regalano agli spettatori un panorama di forme che possiedono una qualità di sospensione temporale: manufatti che uniscono antichità e futuro, con forme modulari senza età, geometrie perfette, linee e strutture ispirate direttamente dalla natura.

Gli edifici si innestano nel paesaggio armoniosamente e gli oggetti abitano le case, non per mero accumulo ma combinandosi attivamente con altri materiali e forme.

Gli esempi raccolti nella mostra sono tantissimi, dai vetri di Murano all’architettura iberica, e ci si stupisce nel giocare ad applicare le otto macro-categorie a prodotti di uso quotidiano. Utensili ed elementi di arredo a noi familiari che, oltre ad avere delle evidenti qualità estetiche siano anche perfettamente funzionali, mantenendo in sé la traccia manifesta del processo costruttivo che li ha generati. Un sovvertimento dei luoghi comuni a dimostrazione che spesso la forma è il contenuto. ​​